mercoledì 15 luglio 2015

LETTERA APERTA DI RICHIESTA IMMEDIATA DI INTERVENTI PER LA SALVAGUARDIA DEL PATRIMONIO PUBBLICO COMUNALE, PER IL DECORO URBANO, PER L’IGIENE, LA SICUREZZA E L’INCOLUMITÀ DEI CITTADINI.


COMUNICATO STAMPA

La sottoscritta Ilaria Saracino cons.com. del Gruppo Sinistra Unita di Lizzano vista la situazione di abbandono e incuria del territorio di Lizzano dopo innumerevoli istanze di interventi rivolte in più occasioni all’amm.ne com.le , che non hanno sortito alcun effetto positivo, invia la presente lettera aperta al Prefetto di Taranto affinché intervenga in sostituzione degli amministratori locali almeno per limitare i danni ai cittadini e per scongiurare pericolo alla salute pubblica. La stessa missiva viene inviata al Sindaco e anche alla Procura della Repubblica nel caso fossero ravvisati violazioni alla Legge nel comportamento degli amministratori locali.



Cons. Comunale D.ssa Ilaria Saracino                                                               Lizzano 13/07/2015

del Gruppo Sinistra Unita di Lizzano

Al Sig. Prefetto di Taranto 
Al Sindaco del Comune di Lizzano
Al Procuratore della repubblica del Trib. di TA


OGGETTO: lettera aperta di richiesta immediata di interventi per la salvaguardia del patrimonio pubblico comunale, per il decoro urbano, per l’igiene, la sicurezza e l’incolumità dei cittadini.



La sottoscritta D.ssa Ilaria Saracino, in ottemperanza al proprio mandato di consigliere comunale ricevuto dai cittadini denuncia la gravissima situazione igienico – sanitaria che da mesi preoccupa e spaventa i cittadini di Lizzano e denuncia il grave stato di abbandono e incuria da parte degli amministratori e del sindaco di Lizzano relativamente ai suoli e aree pubbliche comunali, alle strade comunali e agli immobili di proprietà comunale. In particolare evidenzia il grave stato di degrado e abbandono in cui versa la ex scuola materna di via Tevere, dove già dall’esterno si vedono muri che stanno crollando, intonaco che cade a pezzi, porte che sono state distrutte o asportate, sanitari dei bagni sparsi sui piazzali e nel giardino, rifiuti, erbacce alte e alberi secchi che potrebbero far sviluppare incendi, insomma gravissimi danni al patrimonio comunale, pericolo di arrecare danni a terzi attraverso incendi, topi e insetti di ogni tipo che si sviluppano all’interno e si diffondono nelle vicinanze; nella stessa situazione si trovano l’immobile dell’ex macello comunale, l’immobile dell’Agrimercato e quasi nelle stesse condizioni la scuola a 7 aule di via Mascagni ( edificio nuovo mai utilizzato ) la scuola materna di via Fontanelle, la chiesetta dell’Annunziata, ecc… Le aree di proprietà comunale, quale ad esempio, quella acquisita in loc. “ Bagnara”, confinante con la S.P. Pulsano-Monacizzo in stato di totale abbandono oltre le erbacce, i rovi, e tutto quanto sopra detto è occupata anche da rifiuti vari, insomma una delle tante discariche a cielo aperte. Per non parlare delle strade comunali, si veda ad esempio la strada che porta ai centri sportivi privati Monopoli e alla ex industria Siatek, dove i rovi hanno occupato già parte della carreggiata, in condizioni simili le altre strade comunali rurali, dove ai bordi sono costellati da vari cumuli di rifiuti, anche pericolosi. Purtroppo anche sulle piazze e le strade del centro abitato sono presenti erbacce alte e rifiuti vari, solo per citarne alcune: le due estremità nord-sud di via Mascagni, via S. D’Acquisto, via Euripide, via Crispi, via Piemonte, via Liguria, viale Gramsci ( estremo nord), via Poerio, via Garibaldi, via Toscana, via Marche, ecc…. Un tratto di via Dante, nel centro storico del paese, adiacente alle case popolari e alle spalle del castello, pare non sia stata espropriata dal comune ed è diventata una vera boscaglia impressionante. La sera blatte e topi che passeggiano per il paese, ( qualche topo ucciso da qualche cittadino giaceva l’altro giorno sui marciapiedi di via L. di Savoia e di via Dante. I danni che i lizzanesi stanno subendo sono incommensurabili, il pericolo di incendi e pericolo per la salute pubblica reale.

Alleghiamo alcune fotografie per far vedere quanto descritto.

Eppure esiste una ordinanza sindacale emessa da questo sindaco, la n. 59/2008, la quale in nome del decoro urbano, dell’igiene e della tutela della salute prevede sanzioni pesanti nei confronti di coloro che non provvedono alla pulizia e allo sfalcio dell’erba dai suoli o giardini. Gli agenti di P.M. in forza di tale ordinanza stanno contestando sanzioni pesanti ad alcuni cittadini che non avevano ancora fatto in tempo a tagliare l’erba dai propri giardini recintati. Allora la sottoscritta si chiede quante sanzioni sono state contestate al comune di Lizzano vista la situazione esistente che palesa violazioni continue? E al Sindaco personalmente? O si deve pensare che le ordinanze sindacali si applicano solo ad alcuni e non a tutti i presenti sul territorio lizzanese?

Ed ancora, chi risarcirà i danni patrimoniali ai cittadini di Lizzano? Quando sarà restituito il decoro urbano ed eliminato il timore di danni alla salute a Lizzano? Tali interpellanze le rivolgo al Sig. Prefetto, visto che quelle inviate all’A.C. non hanno sortito alcun effetto e non hanno avuto alcun riscontro.

La sottoscritta chiede l’intervento immediato del Prefetto di Taranto affinchè direttamente possa disporre interventi a tutela del patrimonio, della salute e incolumità dei lizzanesi e disporre che le ordinanze vengano rispettate da tutti. La presente lettera viene inviata anche alla procura della repubblica per le azioni eventuali di loro competenza. La scrivente, tra l’altro, fa presente che da circa due anni sono state denunciate in più occasioni tali situazioni incresciose e inverosimili, sono stati chiesti interventi al sindaco, ma sino ad adesso non è stato effettuato nessun intervento e la situazione ormai è diventata invivibile.

Cons. Comunale D.ssa Ilaria Saracino

http://sinistraunitalizzano.tumblr.com/post/124144405233/lettera-aperta-di-richiesta-immediata-di

lunedì 29 giugno 2015

Il fenomeno del caporalato agricolo in Puglia e le sue schiave

Posted on 23 giugno 2015 by Donne in rosso


foto di Luigi Paradiso -Assemblea regionale del PCdI, Taranto 19 giugno 2015

foto di Luigi Paradiso -Assemblea regionale del PCdI, Taranto 19 giugno 2015

Pubblichiamo un intervento sul terribile problema del caporalato femminile ancora esistente nell’agricoltura che la compagna Ilaria Saracino ha tenuto durante l’Assemblea regionale del PCdI di venerdì 19 giugno a Taranto.
Un altro grave problema che interessa la nostra regione è il fenomeno del caporalato femminile nell’agricoltura. Fenomeno nato decenni addietro nel nostro Mezzogiorno, dove vi erano i grandi latifondisti, e combattuto all’epoca con numerose battaglie sociali e affrontato dalla stessa CGIL e quindi da Di Vittorio, che con il passare del tempo sembrava fosse scomparso anche per via della trasformazione del latifondo grazie alle riforme agrarie degli anni 60 del secolo scorso; invece si scopre che esso non solo non è scomparso, ma si è enormemente sviluppato in modo silente e non manifesto adattandosi e raggirando la normativa che di volta in volta veniva realizzata.
Infatti, molti di noi di questo fenomeno ne sono a conoscenza in quanto lo vedono o lo vivono personalmente nei propri comuni o nelle proprie famiglie, nelle altre parti d’Italia invece, se n’è avuta conoscenza solo attraverso specifici fatti di cronaca, come ad esempio, ricorderete tutti, la protesta dei braccianti extra-comunitari di Rosarno e Nardò tra il 2010 e il 2011. Ultimamente qualche notizia riappare su testate giornalistiche e sul web mentre la testimonianza diretta si è avuta attraverso varie denunce di programmi televisivi nazionali.
Si pensi che solo in Puglia il caporalato agricolo sfrutta 40 mila donne italiane e 18 mila straniere. Le italiane partono dai vari comuni pugliesi alle tre e mezza della mattina, facendo rientro alle loro case non prima delle diciotto, per raggiungere i campi di lavoro in Puglia, in Basilicata e in Calabria percorrendo centinaia di chilometri a bordo di furgoni telonati e pullman Gran Turismo. Le straniere invece effettuano le stesse ore di lavoro vivendo nei capannoni, che i caporali allestiscono come dormitori e persino molto spesso anche in stalle assieme agli animali. Generalmente il lavoro che svolgono le braccianti riguarda la raccolta di ciliegie, di fragole, di uva, di pesche e di agrumi in campi aperti e nelle serre per almeno 10-12 ore al giorno, oppure si arrivano a raggiungere le 15 ore se si lavora nei magazzini per il confezionamento dei prodotti. L’intero sistema è organizzato in maniera formalmente legale e lecita tanto che i caporali molto spesso sono anche proprietari dei pullman Gran Turismo e risultano essere agenti di viaggio, ma in realtà organizzano l’intermediazione illecita e lo sfruttamento del lavoro.
Purtroppo la necessità economica e la disperazione che vivono le famiglie pugliesi induce queste lavoratrici ad accettare condizioni disumane, come ricatti di vario genere e persino ricatti sessuali, e ad accettare il sistema senza alcuna protesta e denuncia perché, lo si deve ribadire, hanno il terrore di essere punite in diverse maniere. Tanto avviene anche perché le lavoratrici non trovano alcun sostegno o punto di riferimento sindacale e politico che possa rappresentare le loro istanze di lavoratrici sfruttate. Difatti, nonostante nel 2011, in seguito alle rivolte spontanee di Nardò e Rosarno, sia stato emanato il D.L. n. 138, art 12 che prevede il reato di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro sino ad oggi sono state prodotte solo 15 denunce e nessuna altra forma di protesta. Ciò non fa altro che testimoniare quanto il sistema di tutela e di rappresentanza sia assente o qualora sia presente è miseramente inadeguato e inefficace.
fonte

https://donneinrosso.wordpress.com/2015/06/23/il-fenomeno-del-caporalato-agricolo-in-puglia-e-le-sue-schiave/

venerdì 19 giugno 2015

Intervento all'Assemblea pre-congressuale Regionale del PCdI - Il fenomeno del caporalato agricolo in Puglia e le sue schiave

Un altro grave problema che interessa la nostra regione è il fenomeno del caporalato femminile nell’agricoltura. Fenomeno nato decenni addietro nel nostro Mezzogiorno, dove vi erano i grandi latifondisti, e combattuto all’epoca con numerose battaglie sociali e affrontato dalla stessa CGIL e quindi da Di Vittorio, che con il passare del tempo sembrava fosse scomparso anche per via della trasformazione del latifondo grazie alle riforme agrarie degli anni 60 del secolo scorso; invece si scopre che esso non solo non è scomparso, ma si è enormemente sviluppato in modo silente e non manifesto adattandosi e raggirando la normativa che di volta in volta veniva realizzata.
Infatti, molti di noi di questo fenomeno ne sono a conoscenza in quanto lo vedono o lo vivono personalmente nei propri comuni o nelle proprie famiglie, nelle altre parti d’Italia invece, se n’è avuta conoscenza solo attraverso specifici fatti di cronaca, come ad esempio, ricorderete tutti, la protesta dei braccianti extra-comunitari di Rosarno e Nardò tra il 2010 e il 2011. Ultimamente qualche notizia riappare su testate giornalistiche e sul web mentre la testimonianza diretta si è avuta attraverso varie denunce di programmi televisivi nazionali.
Si pensi che solo in Puglia il caporalato agricolo sfrutta 40 mila donne italiane e 18 mila straniere. Le italiane partono dai vari comuni pugliesi alle tre e mezza della mattina, facendo rientro alle loro case non prima delle diciotto, per raggiungere i campi di lavoro in Puglia, in Basilicata e in Calabria percorrendo centinaia di chilometri a bordo di furgoni telonati e pullman Gran Turismo. Le straniere invece effettuano le stesse ore di lavoro vivendo nei capannoni, che i caporali allestiscono come dormitori e persino molto spesso anche in stalle assieme agli animali. Generalmente il lavoro che svolgono le braccianti riguarda la raccolta di ciliegie, di fragole, di uva, di pesche e di agrumi in campi aperti e nelle serre per almeno 10-12 ore al giorno, oppure si arrivano a raggiungere le 15 ore se si lavora nei magazzini per il confezionamento dei prodotti. L’intero sistema è organizzato in maniera formalmente legale e lecita tanto che i caporali molto spesso sono anche proprietari dei pullman Gran Turismo e risultano essere agenti di viaggio, ma in realtà organizzano l’intermediazione illecita e lo sfruttamento del lavoro.
Purtroppo la necessità economica e la disperazione che vivono le famiglie pugliesi induce queste lavoratrici ad accettare condizioni disumane, come ricatti di vario genere e persino ricatti sessuali, e ad accettare il sistema senza alcuna protesta e denuncia perché, lo si deve ribadire, hanno il terrore di essere punite in diverse maniere. Tanto avviene anche perché le lavoratrici non trovano alcun sostegno o punto di riferimento sindacale e politico che possa rappresentare le loro istanze di lavoratrici sfruttate. Difatti, nonostante nel 2011, in seguito alle rivolte spontanee di Nardò e Rosarno, sia stato emanato il D.L. n. 138, art 12 che prevede il reato di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro sino ad oggi sono state prodotte solo 15 denunce e nessuna altra forma di protesta. Ciò non fa altro che testimoniare quanto il sistema di tutela e di rappresentanza sia assente o qualora sia presente è miseramente inadeguato e inefficace.
Inoltre, anche il sistema di pagamento del salario è stato organizzato in maniera simulata e fraudolenta. Infatti, formalmente le lavoratrici ricevono un assegno mensile che prevede una paga giornaliera di circa € 50 e che devono incassare e restituirne una parte in nero ai caporali; quest'ultima corrispondente a circa il 40% di quanto incassato; dunque, la retribuzione reale del salario è di circa € 28 al giorno ovvero di circa € 2,50 orari. Anche per quanto riguarda la contribuzione pensionistica e assicurativa tutto è irregolare.
Con questo sistema però il proprietario dell’azienda agricola appare operare nella legalità affinché usufruisca dei finanziamenti statali nonostante i dati FLAI CGIL e ISTAT attestino che solo in Puglia il lavoro sommerso agricolo è del 43% e l’evasione contributiva ammonta mediamente a € 420 milioni l’anno.
Il fenomeno è ormai in diversi casi organizzato da associazioni mafiose o similari presenti sul territorio pugliese tanto che il caporalato è ormai notoriamente sinonimo di agromafia, la quale incassa dallo sfruttamento delle braccianti € 2,5 miliardi all’anno (dati rilevati ISTAT ).
Sino ad oggi in realtà il fenomeno non è stato né contrastato e né combattuto in alcun modo da parte delle istituzioni e testimonianza ne è la crescita esponenziale in questi ultimi anni, soprattutto per la manodopera femminile che in gran parte ha sostituito quella maschile in quanto le donne sono più remissive, facilmente ricattabili e sottopagate.
Va detto che il fenomeno, tipicamente italiano, è noto anche nel nord dell’Europa dove Norvegia e Danimarca, in occasione della partecipazione all’EXPO’, hanno scritto al Premier Renzi di intervenire per combattere il fenomeno del caporalato minacciando, in caso contrario, il boicottaggio dei prodotti agricoli italiani. L'azione dei due Paesi del Nord Europa è stata una plateale azione di sostegno, di difesa e di pronto intervento contro lo sfruttamento dei braccianti italiani e stranieri, ma il Premier ha sino ad oggi ignorato l’appello consentendo addirittura la partecipazione alla manifestazione milanese di numerose aziende agricole che per la maggior parte legalizzano quotidianamente lo sfruttamento e la schiavizzazione delle braccianti pugliesi.
Assistiamo quotidianamente al fallimento del rispetto e dei diritti dei lavoratori e delle lavoratrici, viviamo quotidianamente l'insolvenza della politica, favoriamo quotidianamente l'oltraggio della potestà popolare e dunque della democrazia, conserviamo ai soli anniversari il ricordo di chi ha combattuto per la nostra libertà, libertà che noi tutti violentiamo ogni giorno.
Pertanto ci si attivi con solerte intervento e si dia consistenza alla coerenza e alla condotta pratica che ci ha sempre contraddistinto come comunisti, come comunisti al servizio e alla difesa dei lavoratori!!!!
Quindi, poiché è stato detto che dobbiamo redigere di contenuti politici il nostro simbolo e proporre la risoluzione dei numerosissimi problemi socio-economici presenti nel territorio allora si propone sia al partito regionale sia a quello nazionale di mettere in primo piano la battaglia contro tale fenomeno per contrastarlo in nome di una reale difesa delle braccianti pugliesi e straniere per liberarle dal giogo della schiavitù al quale sono ancora sottoposte.
Chiediamo che il Partito Comunista d'Italia intraprenda un'azione politica presente e costante, ferma e massiccia per contrastare attivamente e realmente il fenomeno del caporalato agricolo che è ancora un fenomeno incivile, inumano e anticostituzionale.
Inoltre, non deve essere trascurato il percorso storico del processo di rivendicazione dei diritti dei lavoratori che sono stati conquistati con dure lotte, ma che attualmente in questa condizione di sottosviluppo lavorativo e umano non possiamo non considerarlo come una questione di ritorno al passato che fa parte della storia.


Ilaria Saracino




MIGRANTI

"immigrato" è una categoria di amalgama che combina criteri etnici e di classe
"popolazioni" profondamente eterogenee per provenienza geografica, passato storico (e di conseguenza cultura e modi di vita), 


giovedì 28 maggio 2015

Interrogazione a risposta scritta ex art. 49 Reg. C.C. in merito a rinegoziazione parcelle liquidate agli avvocati in particolare deliberazioni di Giunta n. 101 e 103/2015.


Cons. Comunale D.ssa  Ilaria Saracino                                                Lizzano 27/05/2015
del Gruppo Sinistra Unita di Lizzano                                                
                                                                                  Al Sindaco del Comune di Lizzano
                                                                                   Alla Giunta comunale di Lizzano
                                                                       p.c.      Al Prefetto di Taranto

                                                                      
OGGETTO: Interrogazione a risposta scritta ex art. 49 Reg. C.C.  in merito a rinegoziazione parcelle liquidate agli avvocati in particolare deliberazioni di Giunta n. 101  e 103/2015.

La sottoscritta Cons. com. Ilaria Saracino del Gruppo Sinistra Unita di Lizzano, premesso che:
- il Comune di Lizzano provvedeva con deliberazione e determina del 2012 a fissare i compensi per gli avvocati difensori del Comune di Lizzano per l’importo di € 1.258,40 comprensivo di oneri come per legge;
- in ottemperanza a tali deliberazioni molti avvocati, difensori del Comune, venivano incaricati perché accettavano tale compenso che ricevevano al termine delle loro prestazioni professionali;
-  invece nelle deliberazioni nn.101 e 103 del 2015 si apprende che per uno degli avvocati difensori del Comune non vengono rispettati gli accordi in merito ai compensi prestabiliti, infatti in seguito a rinegoziazione vengono liquidate parcelle notevolmente superiori;
- non si comprende perché vi sia un trattamento retributivo del compenso differente tra i diversi difensori dell’Ente.
Tanto premesso:
la sottoscritta Ilaria Saracino,
ritenuto comunque che il compenso di € 1.258,40 stabilito per i difensori del Comune è in contrasto con la normativa vigente ( D.M.55/2014 ) e mortifica la professionalità degli avvocati
                                                                       CHIEDE
1) per quale ragione solo uno degli avvocati difensori dell’Ente riceve le parcelle previste dalla Legge mentre gli altri invece ricevono solo € 1.258,40;
2) per quale ragione solo a uno dei difensori dell’Ente è consentita la rinegoziazione della parcella;
3) per quale ragione solo a uno dei difensori dell’Ente veniva affidato l’incarico nonostante lo avesse accettato con riserva relativamente ai compensi pattuiti;
4) quanto assegnato con le deliberazioni di giunta nn. 101 e 103 del 2015 al difensore dell’Ente potrebbe costituire un precedente che a sua volta potrebbe essere seguito anche da tutti gli altri difensori con notevole aggravio di spesa per le casse comunali.
La sottoscritta chiede di ricevere risposta scritta entro i termini prescritti e che la presente interrogazione venga discussa nel primo consiglio comunale.
Cons. Com. Dott.ssa Ilaria Saracino 

comunicato stampa e interrogazione della cons. com. dott.ssa Ilaria Saracino di Lizzano in merito a deliberazioni di giunta su rinegoziazioni parcelle liquidate agli avvocati con particolare attenzione a due delibere nn 101 e 103 del 15/5/2015.

Dalle deliberazioni di giunta nn 101 e 103 del  15/05/2015 con oggetto Rinegoziazione compenso professionale, pubblicate nella sezione Albo Pretorio del sito internet del Comune di Lizzano, si evince con estrema chiarezza che le parcelle erogate ai legali difensori del Comune di Lizzano sono superiori al compenso lordo di € 1.258,40 ( comprensivo di accessori come per legge ) pattuito e concordato al momento dell’affidamento dell’incarico. In entrambe le deliberazioni si stabilisce che il compenso liquidato,  in una è di € 3.125,76 e nell’altra è di € 8.611,63 invece che essere di € 1.258,40 come già sopra menzionato.
La consigliera comunale  di minoranza Dott.ssa Ilaria Saracino del Gruppo Sinistra Unita di Lizzano ha così presentato a Sindaco e Giunta Comunale una interrogazione con la quale chiede spiegazioni e chiarimenti in merito al comportamento difforme dell’amministrazione in quanto favorevole solo a un difensore  rispetto a tutti gli altri. E’ incomprensibile difatti il trattamento economico discriminatori nei confronti della professionalità degli altri difensori dell’Ente.
Si allega il testo integrale dell’interrogazione .

La sottoscritta ribadisce che se l’Amministrazione comunale di Lizzano intende ridurre le spese del contenzioso è necessario dunque  evitare l’insorgere delle controversie, anche attraverso la costituzione di  un ufficio legale adeguato per  transigerle prima dell’inizio delle cause.



venerdì 1 maggio 2015


Quello del 2015 è un Primo Maggio amaro per i lavoratori di questo paese.
Così come accade da molti anni, c’è poco da festeggiare. Quest’anno in particolar modo il governo Renzi ha voluto mettere anche formalmente la pietra tombale sullo statuto dei lavoratori con la legge in materia di lavoro, il così detto Jobs Act. E così quello che ci aspetta sono: licenziamenti collettivi, licenziamenti oggettivi (che altro non sono se non i licenziamenti discriminatori, sotto mentite spoglie), nessuna possibilità di reintegro per chi è licenziato senza giusta causa, la videosorveglianza, la reintroduzione del caporalato, insomma un arretramento delle condizioni di lavoro a prima degli anni ’70. Una condizione che difficilmente si sarebbe aspettato chi ha, in buona fede, votato il programma di Bersani in coalizione con Sel ed oggi si trova Renzi al governo con Alfano, che attua un programma di stampo reazionario e anti democratico, tanto da porre la fiducia su una legge elettorale che farebbe impallidire Acerbo, per spudorata iniquità e violazione dei principi costituzionali. Se, dunque, il Primo Maggio è così amaro per i lavoratori, è ovvio che esso dovrà essere per i comunisti motivo di trasformarlo di nuovo in una giornata militante, da troppo tempo, infatti, alla celebrazione non si unisce più la lotta.
PCdI Nazionale


giovedì 26 marzo 2015

Grave carenze di personale al Comune di Lizzano - denuncia della Cons. Ilaria Saracino

La cons. Com. Ilaria Saracino del Gruppo Sinistra Unita in una nota denuncia pubblicamente i notevoli disservizi arrecati alla cittadinanza per la chiusura di molti uffici comunali a causa di mancanza di impiegati. In questi ultimi  3 anni sono stati chiusi: l’ufficio agricoltura, l’ufficio commercio, l’ufficio attività produttive, l’ufficio scuola e attività culturali e sportive, l’ufficio elettorale. 
Quest’ultimo  viene aperto a richiesta di qualche utente per qualche minuto dall’impiegato che opera all’ufficio contenzioso, ubicato  nell’altro plesso comunale. Inoltre, notevoli  inefficienze presenta l’ufficio di Polizia Municipale  ridotto a metà degli agenti di P.M. previsti in pianta organica, quasi non operante perché molti giorni vi è un solo agente a turno e tutti i giorni  dalle 20,00 alle 7,00  l’ufficio è chiuso; come se non bastasse tra pochi mesi altri due agenti andranno in pensione, quindi rimarranno solo tre agenti compreso il comandante e un impiegato amm., i quali dovrebbero provvedere  al centro abitato e alla marina di Lizzano!!!. Manca, inoltre, il custode al cimitero perché il dipendente addetto è già in pensione, al momento vi è la sostituzione per qualche ora degli LSU  che comunque non possono svolgere le funzioni di custode, e addirittura in altri periodi il cimitero rimane incustodito; l’Ufficio tecnico (settori:  urbanistica, edilizia e demanio marittimo) da qualche mese è privo del responsabile tecnico, sostituito dal Segretario Generale,  i ritardi accumulati da tale ufficio sono inimmaginabili, ancora devono essere evase le pratiche di condono edilizio  presentate nell’anno 1986; tutto il settore urbanistico è bloccato quindi nel territorio della marina e in numerose aree urbane non si possono realizzare opere edilizie neanche di ristrutturazione; il Segretario Generale opera a metà periodo perché in regime di utilizzo congiunto con il comune di Faggiano ed oltre ai compiti specifici di segretario comunale  è stato incaricato della responsabilità del settore affari generali, del contenzioso, del settore urbanistica, edilizia e demanio marittimo. Da ultimo, con delibera di giunta n. 58/2015, anche il responsabile del settore economico, finanziario, tributario, ambiente, gestione servizio raccolta rifiuti e personale viene ceduto per utilizzo congiunto al comune di S. Giorgio Jonico. Tutto ciò, come è facilmente comprensibile, sta causando notevoli disservizi ai cittadini e forse li sta anche danneggiando.
 La situazione è ormai insostenibile e l’Amm. Com. invece di prendere provvedimenti per  sostituire gli operatori che sono andati in pensione, almeno parzialmente, ma in numero adeguato per la gestione minima dei servizi amministrativi, propone di assumere per il 2015, eventualmente, una sola unità.

Per questa ragione la Cons. Comunale di minoranza Ilaria Saracino, pur essendo consapevole dei limiti imposti dal patto di stabilità, ha inviato una nota al Sindaco e al Prefetto chiedendo, ognuno per le sue competenze e responsabilità, intanto di migliorare i rapporti relativi al patto di stabilità ( la responsabilità della spesa superflua è evidente) o chiederne il superamento come hanno fatto altri; contemporaneamente  provvedere alle sostituzioni necessarie del personale in servizio, ma soprattutto e con urgenza a una diversa distribuzione dei dipendenti in servizio poiché vi sono settori coperti da numerosissimi  operatori e settori  invece, altrettanto rilevanti per la  vita del paese, completamente privi di operatori. La Cons. Com.  I. Saracino resta in attesa di un riscontro positivo  da parte del Sindaco e del Prefetto.

Cons. Comunale del Gruppo Sinistra Unita  Dott.ssa  Ilaria Saracino


martedì 24 marzo 2015

Lettera aperta in merito ai disservizi comunali - richiesta di modifiche e adeguamento dei servizi erogati dall’Ente comunale.


- Dalle informazioni rilevate dalle deliberazioni di giunta comunale nn. 55/2015 e 58/2015 e dal decreto sindacale del 02/03/2015 si è appreso quali saranno le modalità di erogazione dei servizi comunali in relazione al personale e la gestione di essi per l’anno in corso e per il successivo biennio;

- La situazione appare insostenibile e drammatica in quanto numerosi servizi essenziali e di estrema importanza sono stati eliminati e/o ridotti, comunque sembra addirittura che non potranno più essere erogati.


Rilevato che:

- i servizi che dovrebbero essere erogati dall’ufficio agricoltura, dall’ufficio turismo, dall’ufficio commercio e attività produttive, dall’ U.R.P. da anni sono completamente inesistenti e che nelle nuove deliberazioni sopraccitate continuano a essere ignorati;

- l’ufficio di Polizia Municipale è ormai ridotto alla metà degli agenti in servizio rispetto a qualche anno addietro e al fabbisogno e che tra qualche mese sarà ulteriormente ridotto a quattro unità in seguito al pensionamento di due agenti con conseguenti e continui disservizi;

- gli uffici contenzioso ed elettorale alternativamente si presentano chiusi al pubblico in quanto l’unico dipendente deve dividere la sua prestazione e nell’uno e nell’altro ufficio con conseguente inefficienza per entrambi;

- il servizio di custodia cimiteriale, che prima veniva svolto da un solo dipendente esclusivamente nelle ore antimeridiane, adesso risulta inesistente poiché quell’unico dipendente è in pensione;

- come risulta dal decreto sindacale suddetto, al Segretario Generale, operante per metà periodo lavorativo a Faggiano e per metà a Lizzano, sono state affidate anche le responsabilità dei servizi Affari generali, Pubblica istruzione e dei Servizi tecnici area Urbanistica edilizia e Demanio marittimo;

- al responsabile del servizio Economico - finanziario, comprensivo del servizio tributi, sono state  affidate anche le responsabilità per il personale, per la gestione e smaltimento rifiuti, per le attività produttive ecc…ecc. e anche quest’ultimo, come si legge nella delibera di giunta n. 58/2015, sarà ceduto al Comune di San Giorgio Jonico per utilizzo congiunto.


Per quanto premesso e rilevato l’attività e i servizi comunali appaiono ormai al collasso quindi,
la sottoscritta sollecita questa amministrazione comunale a correggere i provvedimenti emessi e ad assumere, nei limiti previsti dalla legge, personale sostitutivo a tempo indeterminato e /o provvisorio per erogare i servizi almeno minimali e indispensabili alla comunità lizzanese.

Sollecita, inoltre ad apportare modifiche e spostamenti alla pianta organica per meglio distribuire i dipendenti comunali al fine di ricoprire i vari settori e provvedere all’espletamento delle funzioni indispensabili dell’Ente.


La presente denuncia si invia al Prefetto per i provvedimenti di sua competenza e agli altri Consiglieri di minoranza per conoscenza circa la grave situazione gestionale del Comune di Lizzano.


lunedì 16 marzo 2015

MA QUALE TURISMO A LIZZANO… ?

L’A.C. di Lizzano ha deliberato l’apertura di un centro di informazione e accoglienza turistica nei locali sottostanti la torre dell’orologio con gestione a proprie spese. E’ stato firmato un protocollo di intesa con il GAL per 8 anni per questo centro. La cons. Comunale Ilaria Saracino con una interrogazione al Sindaco e al Prefetto ha chiesto di sapere:
ma  quali informazioni e quale accoglienza turistica potrebbero essere forniti?  Di quale migliore fruizione turistica si sta parlando se il turismo per  colpa di chi ha amministrato, ormai a Lizzano non esiste? 
Continua la Saracino,
sia chiaro noi  siamo per l’apertura di attività che possono dare posti di lavoro, ma siamo anche per avere uno sviluppo turistico compatibile e adeguato al nostro territorio, VOCATO TURISTICAMENTE, diversamente  diventa solo spreco di risorse.
A Lizzano invece  in questi ultimi anni  c’è stato un  depauperamento anche di quel barlume di turismo spontaneo . Infatti, alla marina si è formato da anni un agglomerato di abitazioni  mai sanate da alcun piano urbanistico, quindi da anni ( 1986) i proprietari  di case della marina attendono le concessioni in sanatoria e l’edilizia è bloccata (non si possono eseguire neanche piccoli interventi di ristrutturazioni);

  non esistono strade, acqua, fogna, pubblica illuminazione, nessuna urbanizzazione né primaria ne secondaria, non si possono realizzare strutture ricettive, le spiagge e il mare soprattutto il tratto “ dell’OSTONE” in questi ultimi tre anni è stato inquinato per i liquami fognanti non depurati proveniente dall’impianto di depurazione non funzionante e vige il divieto di balneazione, le coste (  vedi Canale)  sono impraticabili perché crollano, l’erosione del mare ha cancellato  gran parte della costa arrivando alla litoranea in più punti, in tutta la marina si sono formati cumuli di spazzatura e discariche a cielo aperto ; e non si può dire che si sta meglio nel centro abitato di Lizzano, dove   le strade sono impraticabili per la presenza di enormi crateri ( buche enormi), sono sporche e infestate da erbacce, le periferie sono prive dei servizi primari, le piazze sono con il pavimento dissestato o senza pavimento, non vi sono monumenti o strutture di pregio turistico,  alcuni siti archeologici presenti nel territorio sono ricoperti da erbacce o da rifiuti e non sono neanche segnalati.

Quindi,  quale accoglienza turistica potrebbe essere proposta da questo centro e quali informazioni potrebbero essere fornite? Forse solo quella di evitare di sostare nel nostro territorio?  Continueremo a sollecitare questa   A.C.  di centro destra  per sensibilizzarla affinchè    cominci a realizzare qualche  provvedimento e opera concreta per intraprendere lo sviluppo turistico possibile nel nostro  paese.


Cons. Comunale  Dott.ssa Ilaria Saracino


Interrogazione a risposta scritta in merito alla delibera di Giunta 41/2015 - creazione di centri di informazione e accoglienza turistica

..quale accoglienza turistica potrebbe essere proposta da questo centro e quali informazioni potrebbero essere fornite? Forse solo quella di evitare di sostare nel nostro territorio?  Continueremo a sollecitare questa   A.C.  di centro destra  per sensibilizzarla affinchè    cominci a realizzare qualche  provvedimento e opera concreta per intraprendere lo sviluppo turistico possibile nel nostro  paese..


venerdì 13 marzo 2015

“Io vado Madre”… Il coraggio delle donne Kurde

In tutte la dolcezza e il dolore della battaglia. Unica, strenua… disperata e vittoriosa resistenza contro l’orrore. Cantano, ridono e piangono… versano il sangue che noi non sappiamo più donare. Combattono la battaglia della vita e della morte per tutti noi… che non sappiamo più vivere in dignità.



Io vado, Madre.
Se non torno, 
sarò fiore di questa montagna, 
frammento di terra per un mondo 
più grande di questo.
Io vado, Madre.
Se non torno, 
il corpo esploderà là dove si tortura 
e lo spirito flagellerà, come 
l’uragano, tutte le porte.
Io vado … Madre …
Se non torno, 
la mia anima sarà parola … 
per tutti i Poeti.


martedì 10 marzo 2015

Solo un’altra che se ne va

"Ogni giorno mi alzo dal mio letto nella Pianura Padana sentendo di subire un’ingiustizia che non sono più disposta a sopportare, con l’unico rammarico di aver stupidamente sperato troppo a lungo di poter in qualche modo, nel mio piccolo, cambiare le cose (...) Vado via perché non voglio più mendicare mesi per ottenere un pagamento, né ricevere un’e-mail da un’azienda che non vuole onorare il suo debito (...) Sono stanca delle lobby che se la suonano e se la cantano, del sistema che disincentiva l’impresa, dei cugini e fratelli che occupano posizioni strategiche. Non sopporto più l’intoccabilità degli incompetenti, il mercato del lavoro mortificante e impazzito".
Per ognuna di queste storie ci sono tanti responsabili, tante teste e mani invisibili che hanno imbrogliato, taciuto, favorito qualcuno, per calpestare qualcun altro, e sbatterlo fuori dai giochi. Sono troppi i 'bravi', le persone oneste e capaci che lasciano con amarezza e rancore un Paese ingrato e cieco. Non lo sopporto più..


domenica 8 marzo 2015

LE DONNE


Nel corso degli anni le donne hanno combattuto contro un mondo fatto di soli maschi per ottenere diversi diritti di cui fino a poco prima non potevano godere. Le loro battaglie sono state riportate sui libri di storia e i loro diritti urlati a gran voce. E’ grazie a tutte quelle donne che la nostra condizione sociale, economica e politica ha raggiunto obiettivi importanti. Le battaglie delle donne sono state combattute e vinte affinché il mondo degli uomini potesse ufficializzare la difesa e la valorizzazione della donna, affinché la donna potesse essere al pari dell’uomo. L’importanza della donna nei vari campi è stata così riconosciuta e una sorta di parità è stata raggiunta.

 La festa della donna nasce difatti in tutto il mondo per ricordare a tutti le conquiste delle donne, ma anche le discriminazioni e le violenze. Col tempo, quella che doveva essere la commemorazione delle battaglie e dunque dei diritti delle donne, è divenuta la festa del consumismo.

 Ciò significa che tutto si è arrestato e dimenticando il passato oggi ci si ritrova a dover nuovamente combattere contro i sistemi maschilisti che assoggettano il ruolo,l’importanza e il valore della donna nella società nonostante ella sia alla pari dell’uomo. Sembra che attualmente le battaglie delle donne non siano finite, difatti, in politica nella nuova legge elettorale della Puglia la parità di genere è stata bocciata. Questa è un’azione anticostituzionale in quanto si devono dotare i sistemi elettorali di normative che garantiscano nelle istituzioni l’elezione paritaria di uomini e donne.
La decisione presa dal Consiglio Regionale della Puglia vuol dire che le donne saranno escluse dalla vita politica nonostante la democrazia sia una forma di governo popolare e il popolo è fatto da uomini e da donne. Ciò rappresenta l’ennesima discriminazione, inconcepibile e vergognosa ai giorni nostri.
 Escludendo le donne dalla vita politica le si negano molti di quei diritti che le nostre nonne ci hanno garantito per anni in ogni ambito della vita. Divieto alle donne significa divieto a un mondo completo. Per cui bisogna che le donne assieme a tutti quegli uomini capaci di amarle e rispettarle ritornino a difendere i diritti di una parte della società che rappresenta il motore e il carburante della vita quotidiana della comunità.
 Le battaglie vinte e ormai cancellatedevono essere riprese e rese manifeste dalla determinazione femminile.
 Il rispetto e l’amore non producono né discriminazione né violenza!

IL MIO, UN AUGURIO QUOTIDIANO DI SPERANZA E RISCOSSA A TUTTE . Ilaria Saracino

sabato 7 marzo 2015

QUANDO IL RONDO' E' UN OSTACOLO

Anche questa volta l’amministrazione comunale di Lizzano sta per realizzare un nuovo scempio per la circolazione stradale. Lo scorso anno fu costruito il primo rondò del paese collocato al crocevia di Corso Europa e Via Fontanelle due delle strade principali di Lizzano, che collegano la zona orientale con quella occidentale della provincia di Taranto, percorse ogni giorno da centinaia e centinaia di automezzi, compresi gli autobus di linea. Da allora, a causa di tale rondò a forma anomala, che  presenta diramazioni molto strette  si sono manifestate gravissime difficoltà di smaltimento del traffico e  numerosi incidenti. 
Anche in quella circostanza  il  Consigliere comunale di minoranza Dott.ssa Ilaria Saracino del Gruppo Sinistra Unita, attraverso una interrogazione denunciava  all’amministrazione comunale  e al responsabile dell’ufficio  non solo l’errata ubicazione del rondò, in quanto posto proprio innanzi a uno dei cancelli di ingresso delle cantine Ruggieri , ma soprattutto e nello specifico il richiamo  al decentramento rispetto alle diramazioni stradali e al restringimento della carreggiata che  costituiva un serio pericolo per la circolazione stradale, i  sinistri successivi  confermano  i timori  esposti nella suddetta interrogazione. In seguito a tale denuncia, furono apportate successivamente delle lievi modifiche  di smussamento di spigoli di marciapiedi  e spartitraffico, che hanno apportato qualche miglioramento per la circolazione, anche se la pericolosità persiste.

La questione fu anche affrontata diverse volte nei  vari  consigli comunali anche perché si evitassero gli stessi errori per la realizzazione degli altri rondò.

Ciò nonostante ecco che si ripresenta una situazione peggiore della precedente, ma con l’aggravio di una bislacca centratura dell’opera in riferimento alla sua collocazione. Difatti, si sta realizzando il secondo rondò del paese in un’altra zona molto trafficata specialmente nei periodi estivi. 
Il nuovo rondò nascerà al crocevia di via Fontanelle / Extra- murale e Corso Vittorio Emanuele e quest’ultima è la strada che conduce alla marina. L’opera è ubicata in maniera decentrata, nel senso che stavolta non solo la diramazione stradale di ingresso al rondò spartitraffico risulta decentrata, ma tutto il rondò con il complesso di diramazioni, (praticamente il rondò  si sta realizzando a margine  delle strade), quindi già si potranno immaginare i problemi per la circolazione, le lunghe file di automezzi che bloccheranno le arterie principali del paese e la pericolosità  dello stesso; un nuovo ostacolo e una vera  insidia!!!!



E pensare che il finanziamento che prevede la realizzazione dei rondò a Lizzano è stato erogato per migliorare la sicurezza stradale,  invece  l’amministrazione comunale di centro destra riesce anche in questi casi a creare  opere pubbliche potenzialmente pericolose.

Anche in questo caso la Dott.ssa Ilaria  Saracino ha già presentata una interrogazione, con denuncia.

Cons. Comunale D.ssa  Ilaria Saracino    

domenica 1 marzo 2015

Interrogazione di Saracino a Comune e Prefetto - Con il commissariamento il servizio di raccolta dei rifiuti a Lizzano migliorerà?

Il Consigliere comunale di minoranza Ilaria Saracino del Gruppo Sinistra Unita di Lizzano ha appreso che da qualche giorno la ditta Poseidon Service srl, che “dovrebbe effettuare”  il servizio di raccolta rifiuti nel comune di Lizzano e nei confronti della quale si erano sollevate varie proteste dei cittadini e della minoranza per i notevoli disservizi e disagi che stavano causando agli stessi, è stata commissariata.

Non se ne comprende la motivazione ( se per lo stato di insolvenza o per altre ragioni ).

Ai cittadini lizzanesi, e conseguentemente alla sottoscritta, interessa sapere se questa nuova situazione gestionale venutasi a creare comporterà un adempimento delle clausole contrattuali e quindi il miglioramento del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti.

In attesa dell’incontro richiesto al Prefetto di Taranto da parte della minoranza, in merito alla gravissima situazione venutasi a creare in precedenza ( mancata raccolta rifiuti nel centro abitato, smaltimento del differenziato assieme all’indifferenziato, mancata distribuzione dei sacchi di raccolta, ecc… ) 
la sottoscritta ha presentato alla amministrazione comunale la seguente interrogazione che si allega in calce alla presente.


Cons. Comunale D.ssa  Ilaria Saracino                         Lizzano 27/02/2015

del Gruppo Sinistra Unita di Lizzano


martedì 24 febbraio 2015

XXV° anniversario della morte di Sandro Pertini

Venticinque anni fa moriva Sandro Pertini, il Presidente che univa il popolo.


Oggi si celebrano i venticinque anni dalla morte di Sandro Pertini, il Presidente della Repubblica più amato della storia d'Italia. L'appellativo è impegnativo ma non c'è pericolo di smentita. Pertini è stato l'uomo che più di tutti ha incarnato il ruolo e il senso di quella Repubblica che lui aveva contribuito a costruire, con le lotte partigiane prima e l'impegno politico dopo. 


Le immagini della sua esultanza durante la finale del Campionato del Mondo di calcio del 1982 rimarranno per sempre impresse non solo nella memoria sportiva, ma come emblema dell'identità nazionale. Pertini faceva sentire le istituzioni vicine al popolo, Incarnava il vertice con gli stessi mal di pancia della base. Cosa persa, oggettivamente, con il tempo.





venerdì 6 febbraio 2015

dimissioni da componente della commissione di vigilanza della mensa scolastica.

La sottoscritta  dott.ssa Ilaria Saracino , nella sua qualità di  componente della commissione di vigilanza mensa scolastica, premesso:

-  che i componenti della commissione di vigilanza, composta in gran parte da componenti della maggioranza, stabilivano che tale commissione doveva dotarsi di un regolamento  interno per concordare e semplificare gli interventi di ogni componente ( mai avuto in precedenza);
-  che dopo alcune riunioni avvenute circa un anno addietro, veniva presentata una bozza di regolamento da parte dell’Amministrazione Comunale;

-  che tale bozza di regolamento  appariva immediatamente in contrasto con i principi di semplificazione degli accessi e delle verifiche sia  nei locali scolastici, ove veniva effettuato il servizio di mensa scolastica, sia nei locali - cucine ove venivano  preparati i pasti;

-  che per evitare di approvare un regolamento, quale quello previsto nella suddetta bozza presentata dall’Amministrazione Comunale, che inibisse e paralizzasse l’attività della commissione di vigilanza della mensa scolastica, la sottoscritta, con l’ausilio di un tecnico, produceva un altro regolamento completo e adeguato ai principi e alle reali esigenze e funzioni della commissione;
- che  non solo tale regolamento prodotto dalla scrivente non veniva sottoposto all’esame della commissione, ma le stesse riunioni venivano convocate in orari in cui la sottoscritta non poteva partecipare, in modo da escluderla  finanche dalla discussione;
- che   nell’ultima riunione della commissione  del 27/01/2015, in cui  come detto era assente l’esponente, convocata nonostante la richiesta di differimento per impossibilità a partecipare, veniva approvato in pochi minuti  il  regolamento proposto dall’A.C.,  col  quale si stabiliva  il divieto di verifiche singole di ogni componente; si prevedeva la calendarizzazione dei controlli di gruppo periodici  con cadenza  di due verifiche al mese;

- che  come è agevole comprendere tale regolamento di fatto impedisce le reali  verifiche e i controlli del servizio, tra l’altro, di una ditta  che ha ottenuto l’affidamento senza gara e che l’anno scorso ha  avuto numerose critiche e contestazioni   sia dai componenti la commissione sia dai genitori degli alunni utenti  per la pessima qualità della mensa scolastica;

- che, conseguentemente a ciò,  la presenza della sottoscritta nella commissione è divenuta inutile e superflua, così come la stessa commissione di vigilanza della mensa scolastica, anche perché le responsabilità e i controlli per legge possono e devono, comunque, essere effettuati dall’Amministrazione comunale e dai responsabili del servizio, i quali non possono delegare e derogare la responsabilità ad un organismo esterno non previsto dalla legge, quale quello della Commissione;
tanto premesso, la sottoscritta Ilaria Saracino,

r a s s e g n a

 le proprie dimissioni quale componente della commissione di vigilanza della mensa scolastica per tutte le motivazioni esposte in premessa.


Dott.ssa Ilaria Saracino