domenica 27 settembre 2015

Morta ieri l’ultima partigiana di Via Rasella



E’ scomparsa ieri, nella clinica San Raffaele di Rocca di Papa, a 91 anni, Lucia Ottobrini, valorosa partigiana, una delle quattro ragazze dei Gap (assieme a Carla Capponi, Maria Teresa Regard e Marisa Musu), medaglia d’argento al valor militare, compagna di lotta e moglie di Mario Fiorentini. Partecipò a molte azioni partigiane a Roma



E’ scomparsa ieri, nella clinica San Raffaele di Rocca di Papa, a 91 anni, Lucia Ottobrini, valorosa partigiana, una delle quattro ragazze dei Gap (assieme a Carla Capponi, Maria Teresa Regard e Marisa Musu), medaglia d’argento al valor militare, compagna di lotta e moglie di Mario Fiorentini. Partecipò a molte azioni partigiane a Roma. Nata il Alsazia da famiglia antifascista di lavoratori italiani emigrati, nemmeno ventenne, è incaricata di nascondere in casa le armi per le azioni; successivamente, in virtù della sua conoscenza del tedesco si infiltra tra i nazi-fascisti, con i nomi di battaglia di “Maria Fiori” o “Leda Lamberti”. Ben presto partecipa attivamente alla lotta armata.
Il 31 ottobre 1943, partecipa ad un’azione di copertura, in corso Vittorio Emanuele, in cui vengono uccisi tre militanti della Rsi. E’ protagonista, il 18 dicembre 1943, dell’azione al cinema Barberini in cui vengono uccisi otto militari tedeschi. Fermata dalle SS riesce a farsi rilasciare grazie alla sua conoscenza del tedesco. Il 10 marzo ’44, assieme a Rosario Bentivegna, Mario Fiorentini (col quale si sposerà) e Franco Ferri, lanciano alcune bombe contro un corteo di fascisti che sfilano in via Tomacelli: tre morti e diversi feriti. Non parteciperà direttamente all’azione di via Rasella, il 23 marzo ’44, perché malata,  ma sarà lei a riempire di esplosivo il carretto della nettezza urbana utilizzato per l’attacco al Polizeiregiment Bozen, che causerà la morte di 33 militari tedeschi.
Verrà insignita, dopo la Liberazione, della medaglia al valor militare. Ciao Lucia e grazie per il grande contributo dato contro l’occupazione nazifascista.


Alcune stime della partecipazione femminile alla Resistenza:
·         70000 donne organizzate nei Gruppi di difesa della Donna;
·         35000 donne partigiane, che operavano come combattenti;
·         20000 donne con funzioni di supporto;
·         4563 arrestate, torturate e condannate dai tribunali fascisti;
·         2900 giustiziate o uccise in combattimento;
·         2750 deportate in Germania nei lager nazisti;
·         1700 donne ferite
·         623 fucilate e cadute;

·         512 commissarie di guerra.

venerdì 25 settembre 2015

IL SINDACO DI LIZZANO RICOPRE E FA COSTRUIRE IL RONDO’ SUL SITO ARCHEOLOGICO RISALENTE ALLA MAGNA GRECIA.

Nell’estate di quest’anno, durante gli scavi per la realizzazione di un rondò sul crocevia di via Luigi di Savoia  via Fontanelle, in Lizzano, casualmente venivano scoperte alcune tombe risalenti alla Magna Grecia, facenti parte di un vero e proprio  sito archeologico. Tale scoperta veniva valutata dagli esperti di notevole importanza sia per i reperti ivi ritrovati, sia perché contribuisce a comprendere le origini e la storia del nostro territorio. In quei primi  giorni di scavi il sito è stato interessato da centinaia di visitatori. In tutto il paese si è levata a gran voce la richiesta rivolta agli amministratori locali  di provvedere immediatamente a continuare con gli scavi anche nelle zone circostanti  e   realizzare delle opere, anche provvisorie, per salvaguardare il sito archeologico. La sottoscritta cons. di minoranza Ilaria Saracino rivolgeva una interrogazione al sindaco facendosi anche portavoce  di alcuni cittadini  chiedendo di adottare immediati provvedimenti di spostamento del rondò con una variante in corso d’opera e di realizzare  strutture idonee per salvaguardare e valorizzare il sito archeologico casualmente rinvenuto. A distanza di pochi mesi, senza mai avere alcuna risposta ai quesiti e alle indicazioni rivolte all’A.C., si prende atto che i lavori sono ripresi, il rondò sarà realizzato dove era previsto, cioè sopra il sito archeologico e le tombe sono state ricoperte da materiali di risulta per diventare un  marciapiede. Pare che gli Enti preposti abbiano dato il loro assenso a procedere in tal senso. La sottoscritta ritiene tale azione dell’A.C. un grave danno per la cultura,  per la comunità lizzanese e per il territorio. Per cercare di fermare questo incredibile  scempio voluto dal sindaco e non si comprende da quali altri enti ha presentato l’interrogazione, che di seguito si allega, inviandone copia anche al Prefetto, affinchè quest’ultimo possa intervenire e attraverso una maggiore  sensibilizzazione cercare di riportare alla luce un importante sito archeologico che potrebbe favorire lo sviluppo del nostro territorio. 

https://drive.google.com/file/d/0B4t_uD0DuSG2elRrcEN2YlZHbGs/view


segue interrogazione:



OGGETTO: Interrogazione a risposta scritta ex art. 49 Reg. C.C. in merito alla copertura ingiustificata delle tombe risalenti al periodo della Magna Grecia.

La sottoscritta Cons. com.le Ilaria Saracino del Gruppo Sinistra Unita di Lizzano, premesso che:
-          In seguito al ritrovamento delle suddette tombe durante l’esecuzione di lavori per la realizzazione del rondò di Via Fontanelle intersezione Via L. di Savoia,  aveva in data 23 giugno c.a. inviato una interrogazione sia al Sindaco sia al Responsabile UTC dell’ Ente invitandoli ed esortandoli a intervenire e a provvedere alla salvaguardia del sito;
-          In quella comunicazione si metteva in evidenza l’importanza storico-culturale del sito per il nostro paese, l’importanza di una potenziale risorsa per l’economia del territorio attraverso lo sviluppo turistico dello stesso sito, veniva rivolto il suggerimento a realizzare una struttura protettiva e visibile del sito al fine di poterlo esporre ai visitatori-turisti interessati;
-          Sembrava che la stessa amministrazione fosse interessata e sensibile a tale importantissimo ritrovamento tanto che ci si aspettava di assistere a una immediata sospensione dei lavori dato che il sito è ubicato a poca distanza dal centro abitato e dal castello, quindi in una posizione strategica favorevole per lo sviluppo turistico-culturale dello stesso sito;
-          Erano stati rivolti a Sindaco e amministratori numerosi quesiti in merito alla somma prevista in casi simili, all’immediato affidamento di un progetto ad hoc, alla prosecuzione dei lavori di rifacimento di strada e rondò e dunque all’apporto repentino di varianti senza ulteriori oneri;
-          tali quesiti non hanno avuto alcun riscontro nonostante  l’art. 49 del Reg. C.C. dispone che il  Sindaco e la Giunta devono dare risposta scritta entro i successivi 30 giorni;
-          in dispregio ad ogni istanza dei cittadini, oltre che della sottoscritta, l’Amministrazione comunale ha disposto che  il sito venga ricoperto con materiali di risulta e venga realizzato sopra il rondò e il marciapiede circostante; disposizioni che  la ditta appaltatrice ha  prontamente effettuato. Tutto ciò sta arrecando un gravissimo danno alla cultura in generale, alla storia del nostro paese ed anche al potenziale sviluppo turistico del territorio.

Tanto premesso la sottoscritta Ilaria Saracino
                                                                                      CHIEDE   
    1)  Per quale ragione l’amministrazione comunale si sottrae al confronto continuando imperterrita a non fornire     risposte anche oltre i termini stabiliti?
    2)   Perchè l’amministrazione comunale non tutela il patrimonio storico-culturale del proprio territorio?
    3)   Per quale ragione l’amministrazione comunale non ha provveduto a realizzare un progetto di salvaguardia       del sito archeologico  anche  investendo piccole risorse di cui l’Ente dispone agevolmente?
    4)   Perchè l’amministrazione comunale è totalmente insensibile alla cultura e allo sviluppo possibile del nostro      territorio?
   5)  Per quale ragione l’amministrazione comunale insabbia un patrimonio di fondamentale importanza per lo sviluppo locale respingendo le istanze in tal senso dell’intera comunità?

La sottoscritta rivolge le suddette domande certa del fatto che l’amministrazione comunale può disporre di risorse da destinare anche al sito archeologico se solo fosse realmente sensibile alla cultura e a salvaguardare e promuovere gli interessi della cittadinanza, se ciò non dovesse fare, nonostante la nostra ennesima istanza, vuol dire che gli interessi dell’A.C. non coincidono con quelli della comunità lizzanese.

La sottoscritta chiede di ricevere risposta scritta entro i termini prescritti.
Cons. Com.le Dott.ssa Ilaria Saracino


venerdì 18 settembre 2015

Richiesta di informative e di documenti relativi ai lavori di costruzione di Piazza S. Nicola.

Cons. Comunale D.ssa  Ilaria Saracino                                               Lizzano  16/09/2015
del Gruppo Sinistra Unita di Lizzano          
https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhvHgob2pbSs_8fo4zw912D5GLvMYIKkOeKqA2kn2v12ygZ68K26G75Xu9dn_SMFG2Wpg4IbfeWqVan-hYJDspmYzRRocvaYHfOhjjJH6Z7Xmmg8WoCsFe0zjPrPCJujnJ4pjNG_P_g0hgb/s1600/dog001.jpg


                                                                                 Al Responsabile U.T.C. del
                                                                                 Comune di Lizzano     - sett. LL.PP.

                                                                               Al Sindaco del Comune di Lizzano


Oggetto: richiesta di informative e di documenti relativi ai lavori di costruzione di Piazza S. Nicola.


La sottoscritta, nella sua qualità e in ottemperanza al mandato ricevuto, con la presente intende ricevere informative documentali in merito ai lavori di rifacimento- costruzione della Piazza S. Nicola; quindi al responsabile dell’U.T.C. di Lizzano
c h i e d e
1) I lavori di realizzazione della Piazza – Villa S. Nicola si sono conclusi? Quando è avvenuta la consegna dell’opera da parte della ditta appaltatrice?;
2) L’opera è stata accettata dal comune di Lizzano?
3) Le opere realizzate sono conformi a quelle previste nel progetto e nel capitolato d’appalto?
4) L’opera è stata già collaudata?
5) L’opera ha subito varianti in corso di realizzazione?  Se si  di quale natura e per quali ragioni?  Ci sono stati costi aggiuntivi rispetto al progetto iniziale andato in gara?
6) Per quale ragione si continua ad intervenire con altre ditte sulla medesima piazza S. Nicola per effettuare lavori di ripristino e messa in sicurezza?
Si chiedono copie dei seguenti documenti: capitolato d’appalto; eventuali progetti di variante in corso d’opera; verbale di consegna e accettazione dell’opera; eventuali collaudi se necessari e esistenti.

https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhvHgob2pbSs_8fo4zw912D5GLvMYIKkOeKqA2kn2v12ygZ68K26G75Xu9dn_SMFG2Wpg4IbfeWqVan-hYJDspmYzRRocvaYHfOhjjJH6Z7Xmmg8WoCsFe0zjPrPCJujnJ4pjNG_P_g0hgb/s1600/dog001.jpgCons. Comunale  Dott.ssa  Ilaria Saracino





Alla scuola Manzoni di Lizzano ancora il problema delle “ finestre cadenti”_Interrogazione a risposta scritta ex art. 49 Reg. C.C. in merito agli infissi del plesso scolastico Manzoni.

Con l’inizio del nuovo anno scolastico si sperava che almeno il grave problema degli infissi esterni del plesso scolastico scuola elementare “ Manzoni”  fosse stato risolto dall’A.C. Il sindaco Macripò aveva promesso già lo scorso anno alla Dott.ssa  Ilaria Saracino, cons. di minoranza, la quale aveva presentato una interrogazione e una richiesta di incontro con il primo cittadino e un gruppo di rappresentanti di genitori degli alunni, che gli infissi esterni sarebbero stati immediatamente  sostituiti e  il problema risolto. Rammentiamo che l’anno scorso vi era stato il grave episodio della caduta di  una finestra  poco prima dell’ingresso a scuola che  per fortuna non aveva colpito alcun alunno. Purtroppo la situazione è rimasta invariata, gli infissi ormai vetusti sono divenuti più usurati e pericolosi. La Cons. Saracino aveva sollecitato gli interventi di sostituzione e manutenzione anche nell’ultimo consiglio comunale del 6 agosto scorso, così come nei precedenti. Ma sino ad oggi nessun intervento da parte dell’A.C.  solo false promesse. Ed è stato per questo che il primo giorno di scuola diversi genitori si sono rivolti alla  Saracino per chiedere informazioni e ribadire le lamentele contro il sindaco Macripò e questa A.C.  Dunque la Saracino ha presentato un’altra interrogazione in data odierna per sollecitare gli interventi da parte dell’A.C. e per chiedere   l’intervento tempestivo  anche del Prefetto di Taranto. Alleghiamo il testo dell’interrogazione.



Cons. Comunale D.ssa  Ilaria Saracino                                                Lizzano  16/09/2015
del Gruppo Sinistra Unita di Lizzano                                                
                                                                                  Al Sindaco del Comune di Lizzano
                                                                                   Alla Giunta comunale di Lizzano
                                                                       p.c.      Al Prefetto di Taranto

                                                                      
OGGETTO: Interrogazione a risposta scritta ex art. 49 Reg. C.C.  in merito agli infissi del plesso scolastico Manzoni.

La sottoscritta Cons. com. Ilaria Saracino del Gruppo Sinistra Unita di Lizzano, premesso che:
- gli infissi della scuola di cui in oggetto si presentano danneggiati e pericolanti a causa della mancata manutenzione nel corso degli anni;
- i vetri degli stessi, realizzati con tecniche ormai obsolete, non consentono un adeguato isolamento termico dell’immobile con maggiori costi per il sistema di riscaldamento delle aule;
- inoltre, a causa dell’avanzata condizione di usura dei suddetti infissi, gli stessi hanno già causato la caduta di vetri che per fortuna non ha provocato lesioni ai piccoli utenti;
- gli infissi esterni suddetti non riescono a proteggere l’edificio scolastico da condizioni meteoriche lievemente avverse ( vento o piccoli temporali ) infatti durante tali eventi si ha difficoltà a tenere gli infissi chiusi e a non far entrare la pioggia nelle aule;
- in alcune aule gli infissi sono puntellati alla meglio per evitare che cadano sui bambini e sui docenti, quindi durante il periodo più caldo non possono essere aperti;
- a parere di un esperto pare che gli infissi dell’ultimo piano non siano a norma di legge in quanto gli stessi  hanno l’altezza dal pavimento inferiore da quella prevista;
- tutte queste condizioni sommariamente e parzialmente descritte hanno creato da anni notevoli disagi agli utenti della scuola, oltre che situazioni di pericolo che non consentono il regolare svolgimento delle attività didattiche;
- dopo aver più volte sollevato tali problematiche negli anni precedenti all’attuale A.C. e dopo aver ottenuto pubblicamente, sia davanti ai genitori sia in consiglio comunale, la promessa del sindaco di rifacimento immediato degli infissi esterni, constato che a distanza di due anni non è stato effettuato alcun intervento;
- la situazione essendo ormai divenuta pericolosa, insostenibile e non più rinviabile in quanto è in gioco la salute e l’incolumità degli utenti nonché la stessa attività didattica;
tanto premesso
la sottoscritta Ilaria Saracino,
                                                                       CHIEDE
1) per quale ragione l’amministrazione comunale non ha effettuato sino ad oggi i lavori di sostituzione e/o ripristino degli infissi che aveva promesso due anni addietro?;
2) quando l’amministrazione comunale ha intenzione realmente di effettuare i lavori di sostituzione e/o ripristino degli infissi?;
3) quali sono gli interventi urgenti che l’amministrazione intende mettere in atto nell’immediato per scongiurare altre situazioni di pericolo per l’incolumità degli utenti della scuola?.
Rivolgo queste domande sapendo che l’amministrazione comunale dispone delle risorse già da tempo al fine di effettuare gli interventi; inoltre che è stata effettuata una gara di lavori di efficientamento energetico della scuola Manzoni.
Il tutto però è stato effettuato inspiegabilmente con notevole ritardo, ciò nonostante ancora oggi, dopo circa tre anni di questa amministrazione, non si vede alcun tipo di intervento.
Dunque la presente oltre ad avere la funzione propria di conoscere le risposte che riguardano la tempistica degli interventi ha anche l’obiettivo di sollecitare l’amministrazione comunale a intervenire con estrema urgenza essendo divenuto ormai il problema grave e improcrastinabile.
La sottoscritta chiede di ricevere risposta scritta entro i termini prescritti.

Cons. Com. Dott.ssa Ilaria Saracino 

martedì 25 agosto 2015

LIZZANO : Ora la TARI dovrebbe diminuire perché ogni aumento è illegittimo e ingiusto

Un'altra vittoria del Gruppo Sinistra Unita dopo 2 anni Di battaglie politiche le nostre proposte sono state Recepite nel nuovo capitolato d'appalto per lo smaltimento Rifiuti ora i ricavi della vendita dei rifiuti differenziati e i vari Contributi saranno introitati dal comune e non dalle ditte.

E questo anche il risultato dei cittadini !

Ora la TARI dovrebbe diminuire perché ogni aumento è illegittimo e ingiusto dopo il nostro risultato la nostra Mozione che avevamo proposto è stata ritirata al consiglio Comunale del 6 agosto la cons. com. Ilaria Saracino  Ha criticato l'amministrazione come INCAPACE  ED INEFFICIENTE.

Nessuna opera prevista per questo anno dunque, il Sindaco deve spiegare ai cittadini dove spreca i 5 MILIONI di euro Di tasse che riceve dai Lizzanesi e i 2 MILIONI di euro Di finanziamenti.

DOVE VANNO A FINIRE QUESTI SOLDI??

http://sinistraunitalizzano.tumblr.com/post/127543777928/httpsaracinoilariablogspotit201508lizzano-ora-la




giovedì 20 agosto 2015

Lizzano, Agritur 2015 - totale fallimento

Si è conclusa nella serata di martedi’ 18 agosto la manifestazione Agritur 2015 in Lizzano.

Anche quest’anno l’evento è stato un totale fallimento, tanto afferma la cons. com. Ilaria Saracino del Gruppo Sinistra Unita nell’interrogazione depositata al palazzo comunale e rivolta al sindaco e alla giunta.

Sempre nella stessa interrogazione la Saracino, affermando che la manifestazione è stata disertata sia da parte degli operatori locali ( artigiani, agricoltori, associazioni culturali e folkloristiche ) sia da parte del pubblici e dei visitatori, individua con chiarezza la responsabilità del flop nell’incapacità e nella negligenza organizzativa dell’amministrazione comunale.

In realtà, quest’anno Agritur è stata frequentata da poca gente e ha così perso totalmente il fine vero per cui anni addietro era stata realizzata. Difatti, Agritur nasceva per far conoscere, nel periodo estivo, frequentato dai numerosi turisti, le bellezze del nostro territorio, i prodotti agricoli tipici, i prodotti dell’artigianato locale, l’aspetto gastronomico del luogo e le nostre tradizioni culturali.
Nel passato la manifestazione ospitava numerosi espositori e le serate a tema erano frequentate da migliaia di visitatori che giungevano nel nostro centro storico per conoscere e apprezzare quanto descritto. In tal modo i cittadini lizzanesi ottenevano un sostanzioso ritorno economico che arricchiva l’intero paese e lo incentivava a collaborare sempre più di anno in anno.

Al contrario con l’amministrazione Macripò l’Agritur ha perso ogni originale significato, anzi ha ulteriormente aggravato la già disastrosa situazione economico-sociale del nostro territorio, rovinando anche l’immagine locale del paese. Dunque, in questi ultimi anni l’Agritur è solo un dispendio ingiustificato di denaro pubblico.

Per queste ragioni la Saracino ha rivolto all’amministrazione comunale  e al sindaco le seguenti domande:

1) con quale finalità  l’amministrazione comunale organizza la manifestazione di Agritur?;
2) quali sono gli obiettivi che l’A.C. si propone di raggiungere e in realtà quali di questi obiettivi sono stati raggiunti con  Agritur  2015?;
3) quali  sono stati i costi complessivi di Agritur  2015 per l’A.C., quindi per i lizzanesi?;
4)  quali sono i vantaggi e le utilità  ottenuti dai lizzanesi  da Agritur 2015?.


La consigliera spera di ricevere le risposte scritte entro i 30 giorni previsti dal regolamento comunale per poi formulare nuove proposte al fine di riportare la manifestazione alle sue origini e ai suoi valori.


lunedì 27 luglio 2015

ARRIVA UNA NUOVA STANGATA PER I LIZZANESI

Dopo 7 mesi, l’Amm.ne MACRIPO’ vuole aumentare ancora le TASSE dove l’aliquota non è ancora massima  in cambio servizi sempre peggiori ovvero tanti ed enormi DISSERVIZI.
SI INVITATO TUTTI I CITTADINI A PARTECIPARE AL CONSIGLIO COMUNALE (29 LUGLIO 2015_ 08:00 ) affinchè ci si possa difendere INGIUSTIZIE, IMPOSIZIONI e lottare contro L’AUMENTO INGIUSTIFICATO, INDISCRIMINATO E INSOSTENIBILE della Tasi e delle altre tasse.


mercoledì 15 luglio 2015

LETTERA APERTA DI RICHIESTA IMMEDIATA DI INTERVENTI PER LA SALVAGUARDIA DEL PATRIMONIO PUBBLICO COMUNALE, PER IL DECORO URBANO, PER L’IGIENE, LA SICUREZZA E L’INCOLUMITÀ DEI CITTADINI.


COMUNICATO STAMPA

La sottoscritta Ilaria Saracino cons.com. del Gruppo Sinistra Unita di Lizzano vista la situazione di abbandono e incuria del territorio di Lizzano dopo innumerevoli istanze di interventi rivolte in più occasioni all’amm.ne com.le , che non hanno sortito alcun effetto positivo, invia la presente lettera aperta al Prefetto di Taranto affinché intervenga in sostituzione degli amministratori locali almeno per limitare i danni ai cittadini e per scongiurare pericolo alla salute pubblica. La stessa missiva viene inviata al Sindaco e anche alla Procura della Repubblica nel caso fossero ravvisati violazioni alla Legge nel comportamento degli amministratori locali.



Cons. Comunale D.ssa Ilaria Saracino                                                               Lizzano 13/07/2015

del Gruppo Sinistra Unita di Lizzano

Al Sig. Prefetto di Taranto 
Al Sindaco del Comune di Lizzano
Al Procuratore della repubblica del Trib. di TA


OGGETTO: lettera aperta di richiesta immediata di interventi per la salvaguardia del patrimonio pubblico comunale, per il decoro urbano, per l’igiene, la sicurezza e l’incolumità dei cittadini.



La sottoscritta D.ssa Ilaria Saracino, in ottemperanza al proprio mandato di consigliere comunale ricevuto dai cittadini denuncia la gravissima situazione igienico – sanitaria che da mesi preoccupa e spaventa i cittadini di Lizzano e denuncia il grave stato di abbandono e incuria da parte degli amministratori e del sindaco di Lizzano relativamente ai suoli e aree pubbliche comunali, alle strade comunali e agli immobili di proprietà comunale. In particolare evidenzia il grave stato di degrado e abbandono in cui versa la ex scuola materna di via Tevere, dove già dall’esterno si vedono muri che stanno crollando, intonaco che cade a pezzi, porte che sono state distrutte o asportate, sanitari dei bagni sparsi sui piazzali e nel giardino, rifiuti, erbacce alte e alberi secchi che potrebbero far sviluppare incendi, insomma gravissimi danni al patrimonio comunale, pericolo di arrecare danni a terzi attraverso incendi, topi e insetti di ogni tipo che si sviluppano all’interno e si diffondono nelle vicinanze; nella stessa situazione si trovano l’immobile dell’ex macello comunale, l’immobile dell’Agrimercato e quasi nelle stesse condizioni la scuola a 7 aule di via Mascagni ( edificio nuovo mai utilizzato ) la scuola materna di via Fontanelle, la chiesetta dell’Annunziata, ecc… Le aree di proprietà comunale, quale ad esempio, quella acquisita in loc. “ Bagnara”, confinante con la S.P. Pulsano-Monacizzo in stato di totale abbandono oltre le erbacce, i rovi, e tutto quanto sopra detto è occupata anche da rifiuti vari, insomma una delle tante discariche a cielo aperte. Per non parlare delle strade comunali, si veda ad esempio la strada che porta ai centri sportivi privati Monopoli e alla ex industria Siatek, dove i rovi hanno occupato già parte della carreggiata, in condizioni simili le altre strade comunali rurali, dove ai bordi sono costellati da vari cumuli di rifiuti, anche pericolosi. Purtroppo anche sulle piazze e le strade del centro abitato sono presenti erbacce alte e rifiuti vari, solo per citarne alcune: le due estremità nord-sud di via Mascagni, via S. D’Acquisto, via Euripide, via Crispi, via Piemonte, via Liguria, viale Gramsci ( estremo nord), via Poerio, via Garibaldi, via Toscana, via Marche, ecc…. Un tratto di via Dante, nel centro storico del paese, adiacente alle case popolari e alle spalle del castello, pare non sia stata espropriata dal comune ed è diventata una vera boscaglia impressionante. La sera blatte e topi che passeggiano per il paese, ( qualche topo ucciso da qualche cittadino giaceva l’altro giorno sui marciapiedi di via L. di Savoia e di via Dante. I danni che i lizzanesi stanno subendo sono incommensurabili, il pericolo di incendi e pericolo per la salute pubblica reale.

Alleghiamo alcune fotografie per far vedere quanto descritto.

Eppure esiste una ordinanza sindacale emessa da questo sindaco, la n. 59/2008, la quale in nome del decoro urbano, dell’igiene e della tutela della salute prevede sanzioni pesanti nei confronti di coloro che non provvedono alla pulizia e allo sfalcio dell’erba dai suoli o giardini. Gli agenti di P.M. in forza di tale ordinanza stanno contestando sanzioni pesanti ad alcuni cittadini che non avevano ancora fatto in tempo a tagliare l’erba dai propri giardini recintati. Allora la sottoscritta si chiede quante sanzioni sono state contestate al comune di Lizzano vista la situazione esistente che palesa violazioni continue? E al Sindaco personalmente? O si deve pensare che le ordinanze sindacali si applicano solo ad alcuni e non a tutti i presenti sul territorio lizzanese?

Ed ancora, chi risarcirà i danni patrimoniali ai cittadini di Lizzano? Quando sarà restituito il decoro urbano ed eliminato il timore di danni alla salute a Lizzano? Tali interpellanze le rivolgo al Sig. Prefetto, visto che quelle inviate all’A.C. non hanno sortito alcun effetto e non hanno avuto alcun riscontro.

La sottoscritta chiede l’intervento immediato del Prefetto di Taranto affinchè direttamente possa disporre interventi a tutela del patrimonio, della salute e incolumità dei lizzanesi e disporre che le ordinanze vengano rispettate da tutti. La presente lettera viene inviata anche alla procura della repubblica per le azioni eventuali di loro competenza. La scrivente, tra l’altro, fa presente che da circa due anni sono state denunciate in più occasioni tali situazioni incresciose e inverosimili, sono stati chiesti interventi al sindaco, ma sino ad adesso non è stato effettuato nessun intervento e la situazione ormai è diventata invivibile.

Cons. Comunale D.ssa Ilaria Saracino

http://sinistraunitalizzano.tumblr.com/post/124144405233/lettera-aperta-di-richiesta-immediata-di

lunedì 29 giugno 2015

Il fenomeno del caporalato agricolo in Puglia e le sue schiave

Posted on 23 giugno 2015 by Donne in rosso


foto di Luigi Paradiso -Assemblea regionale del PCdI, Taranto 19 giugno 2015

foto di Luigi Paradiso -Assemblea regionale del PCdI, Taranto 19 giugno 2015

Pubblichiamo un intervento sul terribile problema del caporalato femminile ancora esistente nell’agricoltura che la compagna Ilaria Saracino ha tenuto durante l’Assemblea regionale del PCdI di venerdì 19 giugno a Taranto.
Un altro grave problema che interessa la nostra regione è il fenomeno del caporalato femminile nell’agricoltura. Fenomeno nato decenni addietro nel nostro Mezzogiorno, dove vi erano i grandi latifondisti, e combattuto all’epoca con numerose battaglie sociali e affrontato dalla stessa CGIL e quindi da Di Vittorio, che con il passare del tempo sembrava fosse scomparso anche per via della trasformazione del latifondo grazie alle riforme agrarie degli anni 60 del secolo scorso; invece si scopre che esso non solo non è scomparso, ma si è enormemente sviluppato in modo silente e non manifesto adattandosi e raggirando la normativa che di volta in volta veniva realizzata.
Infatti, molti di noi di questo fenomeno ne sono a conoscenza in quanto lo vedono o lo vivono personalmente nei propri comuni o nelle proprie famiglie, nelle altre parti d’Italia invece, se n’è avuta conoscenza solo attraverso specifici fatti di cronaca, come ad esempio, ricorderete tutti, la protesta dei braccianti extra-comunitari di Rosarno e Nardò tra il 2010 e il 2011. Ultimamente qualche notizia riappare su testate giornalistiche e sul web mentre la testimonianza diretta si è avuta attraverso varie denunce di programmi televisivi nazionali.
Si pensi che solo in Puglia il caporalato agricolo sfrutta 40 mila donne italiane e 18 mila straniere. Le italiane partono dai vari comuni pugliesi alle tre e mezza della mattina, facendo rientro alle loro case non prima delle diciotto, per raggiungere i campi di lavoro in Puglia, in Basilicata e in Calabria percorrendo centinaia di chilometri a bordo di furgoni telonati e pullman Gran Turismo. Le straniere invece effettuano le stesse ore di lavoro vivendo nei capannoni, che i caporali allestiscono come dormitori e persino molto spesso anche in stalle assieme agli animali. Generalmente il lavoro che svolgono le braccianti riguarda la raccolta di ciliegie, di fragole, di uva, di pesche e di agrumi in campi aperti e nelle serre per almeno 10-12 ore al giorno, oppure si arrivano a raggiungere le 15 ore se si lavora nei magazzini per il confezionamento dei prodotti. L’intero sistema è organizzato in maniera formalmente legale e lecita tanto che i caporali molto spesso sono anche proprietari dei pullman Gran Turismo e risultano essere agenti di viaggio, ma in realtà organizzano l’intermediazione illecita e lo sfruttamento del lavoro.
Purtroppo la necessità economica e la disperazione che vivono le famiglie pugliesi induce queste lavoratrici ad accettare condizioni disumane, come ricatti di vario genere e persino ricatti sessuali, e ad accettare il sistema senza alcuna protesta e denuncia perché, lo si deve ribadire, hanno il terrore di essere punite in diverse maniere. Tanto avviene anche perché le lavoratrici non trovano alcun sostegno o punto di riferimento sindacale e politico che possa rappresentare le loro istanze di lavoratrici sfruttate. Difatti, nonostante nel 2011, in seguito alle rivolte spontanee di Nardò e Rosarno, sia stato emanato il D.L. n. 138, art 12 che prevede il reato di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro sino ad oggi sono state prodotte solo 15 denunce e nessuna altra forma di protesta. Ciò non fa altro che testimoniare quanto il sistema di tutela e di rappresentanza sia assente o qualora sia presente è miseramente inadeguato e inefficace.
fonte

https://donneinrosso.wordpress.com/2015/06/23/il-fenomeno-del-caporalato-agricolo-in-puglia-e-le-sue-schiave/

venerdì 19 giugno 2015

Intervento all'Assemblea pre-congressuale Regionale del PCdI - Il fenomeno del caporalato agricolo in Puglia e le sue schiave

Un altro grave problema che interessa la nostra regione è il fenomeno del caporalato femminile nell’agricoltura. Fenomeno nato decenni addietro nel nostro Mezzogiorno, dove vi erano i grandi latifondisti, e combattuto all’epoca con numerose battaglie sociali e affrontato dalla stessa CGIL e quindi da Di Vittorio, che con il passare del tempo sembrava fosse scomparso anche per via della trasformazione del latifondo grazie alle riforme agrarie degli anni 60 del secolo scorso; invece si scopre che esso non solo non è scomparso, ma si è enormemente sviluppato in modo silente e non manifesto adattandosi e raggirando la normativa che di volta in volta veniva realizzata.
Infatti, molti di noi di questo fenomeno ne sono a conoscenza in quanto lo vedono o lo vivono personalmente nei propri comuni o nelle proprie famiglie, nelle altre parti d’Italia invece, se n’è avuta conoscenza solo attraverso specifici fatti di cronaca, come ad esempio, ricorderete tutti, la protesta dei braccianti extra-comunitari di Rosarno e Nardò tra il 2010 e il 2011. Ultimamente qualche notizia riappare su testate giornalistiche e sul web mentre la testimonianza diretta si è avuta attraverso varie denunce di programmi televisivi nazionali.
Si pensi che solo in Puglia il caporalato agricolo sfrutta 40 mila donne italiane e 18 mila straniere. Le italiane partono dai vari comuni pugliesi alle tre e mezza della mattina, facendo rientro alle loro case non prima delle diciotto, per raggiungere i campi di lavoro in Puglia, in Basilicata e in Calabria percorrendo centinaia di chilometri a bordo di furgoni telonati e pullman Gran Turismo. Le straniere invece effettuano le stesse ore di lavoro vivendo nei capannoni, che i caporali allestiscono come dormitori e persino molto spesso anche in stalle assieme agli animali. Generalmente il lavoro che svolgono le braccianti riguarda la raccolta di ciliegie, di fragole, di uva, di pesche e di agrumi in campi aperti e nelle serre per almeno 10-12 ore al giorno, oppure si arrivano a raggiungere le 15 ore se si lavora nei magazzini per il confezionamento dei prodotti. L’intero sistema è organizzato in maniera formalmente legale e lecita tanto che i caporali molto spesso sono anche proprietari dei pullman Gran Turismo e risultano essere agenti di viaggio, ma in realtà organizzano l’intermediazione illecita e lo sfruttamento del lavoro.
Purtroppo la necessità economica e la disperazione che vivono le famiglie pugliesi induce queste lavoratrici ad accettare condizioni disumane, come ricatti di vario genere e persino ricatti sessuali, e ad accettare il sistema senza alcuna protesta e denuncia perché, lo si deve ribadire, hanno il terrore di essere punite in diverse maniere. Tanto avviene anche perché le lavoratrici non trovano alcun sostegno o punto di riferimento sindacale e politico che possa rappresentare le loro istanze di lavoratrici sfruttate. Difatti, nonostante nel 2011, in seguito alle rivolte spontanee di Nardò e Rosarno, sia stato emanato il D.L. n. 138, art 12 che prevede il reato di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro sino ad oggi sono state prodotte solo 15 denunce e nessuna altra forma di protesta. Ciò non fa altro che testimoniare quanto il sistema di tutela e di rappresentanza sia assente o qualora sia presente è miseramente inadeguato e inefficace.
Inoltre, anche il sistema di pagamento del salario è stato organizzato in maniera simulata e fraudolenta. Infatti, formalmente le lavoratrici ricevono un assegno mensile che prevede una paga giornaliera di circa € 50 e che devono incassare e restituirne una parte in nero ai caporali; quest'ultima corrispondente a circa il 40% di quanto incassato; dunque, la retribuzione reale del salario è di circa € 28 al giorno ovvero di circa € 2,50 orari. Anche per quanto riguarda la contribuzione pensionistica e assicurativa tutto è irregolare.
Con questo sistema però il proprietario dell’azienda agricola appare operare nella legalità affinché usufruisca dei finanziamenti statali nonostante i dati FLAI CGIL e ISTAT attestino che solo in Puglia il lavoro sommerso agricolo è del 43% e l’evasione contributiva ammonta mediamente a € 420 milioni l’anno.
Il fenomeno è ormai in diversi casi organizzato da associazioni mafiose o similari presenti sul territorio pugliese tanto che il caporalato è ormai notoriamente sinonimo di agromafia, la quale incassa dallo sfruttamento delle braccianti € 2,5 miliardi all’anno (dati rilevati ISTAT ).
Sino ad oggi in realtà il fenomeno non è stato né contrastato e né combattuto in alcun modo da parte delle istituzioni e testimonianza ne è la crescita esponenziale in questi ultimi anni, soprattutto per la manodopera femminile che in gran parte ha sostituito quella maschile in quanto le donne sono più remissive, facilmente ricattabili e sottopagate.
Va detto che il fenomeno, tipicamente italiano, è noto anche nel nord dell’Europa dove Norvegia e Danimarca, in occasione della partecipazione all’EXPO’, hanno scritto al Premier Renzi di intervenire per combattere il fenomeno del caporalato minacciando, in caso contrario, il boicottaggio dei prodotti agricoli italiani. L'azione dei due Paesi del Nord Europa è stata una plateale azione di sostegno, di difesa e di pronto intervento contro lo sfruttamento dei braccianti italiani e stranieri, ma il Premier ha sino ad oggi ignorato l’appello consentendo addirittura la partecipazione alla manifestazione milanese di numerose aziende agricole che per la maggior parte legalizzano quotidianamente lo sfruttamento e la schiavizzazione delle braccianti pugliesi.
Assistiamo quotidianamente al fallimento del rispetto e dei diritti dei lavoratori e delle lavoratrici, viviamo quotidianamente l'insolvenza della politica, favoriamo quotidianamente l'oltraggio della potestà popolare e dunque della democrazia, conserviamo ai soli anniversari il ricordo di chi ha combattuto per la nostra libertà, libertà che noi tutti violentiamo ogni giorno.
Pertanto ci si attivi con solerte intervento e si dia consistenza alla coerenza e alla condotta pratica che ci ha sempre contraddistinto come comunisti, come comunisti al servizio e alla difesa dei lavoratori!!!!
Quindi, poiché è stato detto che dobbiamo redigere di contenuti politici il nostro simbolo e proporre la risoluzione dei numerosissimi problemi socio-economici presenti nel territorio allora si propone sia al partito regionale sia a quello nazionale di mettere in primo piano la battaglia contro tale fenomeno per contrastarlo in nome di una reale difesa delle braccianti pugliesi e straniere per liberarle dal giogo della schiavitù al quale sono ancora sottoposte.
Chiediamo che il Partito Comunista d'Italia intraprenda un'azione politica presente e costante, ferma e massiccia per contrastare attivamente e realmente il fenomeno del caporalato agricolo che è ancora un fenomeno incivile, inumano e anticostituzionale.
Inoltre, non deve essere trascurato il percorso storico del processo di rivendicazione dei diritti dei lavoratori che sono stati conquistati con dure lotte, ma che attualmente in questa condizione di sottosviluppo lavorativo e umano non possiamo non considerarlo come una questione di ritorno al passato che fa parte della storia.


Ilaria Saracino




MIGRANTI

"immigrato" è una categoria di amalgama che combina criteri etnici e di classe
"popolazioni" profondamente eterogenee per provenienza geografica, passato storico (e di conseguenza cultura e modi di vita), 


giovedì 28 maggio 2015

Interrogazione a risposta scritta ex art. 49 Reg. C.C. in merito a rinegoziazione parcelle liquidate agli avvocati in particolare deliberazioni di Giunta n. 101 e 103/2015.


Cons. Comunale D.ssa  Ilaria Saracino                                                Lizzano 27/05/2015
del Gruppo Sinistra Unita di Lizzano                                                
                                                                                  Al Sindaco del Comune di Lizzano
                                                                                   Alla Giunta comunale di Lizzano
                                                                       p.c.      Al Prefetto di Taranto

                                                                      
OGGETTO: Interrogazione a risposta scritta ex art. 49 Reg. C.C.  in merito a rinegoziazione parcelle liquidate agli avvocati in particolare deliberazioni di Giunta n. 101  e 103/2015.

La sottoscritta Cons. com. Ilaria Saracino del Gruppo Sinistra Unita di Lizzano, premesso che:
- il Comune di Lizzano provvedeva con deliberazione e determina del 2012 a fissare i compensi per gli avvocati difensori del Comune di Lizzano per l’importo di € 1.258,40 comprensivo di oneri come per legge;
- in ottemperanza a tali deliberazioni molti avvocati, difensori del Comune, venivano incaricati perché accettavano tale compenso che ricevevano al termine delle loro prestazioni professionali;
-  invece nelle deliberazioni nn.101 e 103 del 2015 si apprende che per uno degli avvocati difensori del Comune non vengono rispettati gli accordi in merito ai compensi prestabiliti, infatti in seguito a rinegoziazione vengono liquidate parcelle notevolmente superiori;
- non si comprende perché vi sia un trattamento retributivo del compenso differente tra i diversi difensori dell’Ente.
Tanto premesso:
la sottoscritta Ilaria Saracino,
ritenuto comunque che il compenso di € 1.258,40 stabilito per i difensori del Comune è in contrasto con la normativa vigente ( D.M.55/2014 ) e mortifica la professionalità degli avvocati
                                                                       CHIEDE
1) per quale ragione solo uno degli avvocati difensori dell’Ente riceve le parcelle previste dalla Legge mentre gli altri invece ricevono solo € 1.258,40;
2) per quale ragione solo a uno dei difensori dell’Ente è consentita la rinegoziazione della parcella;
3) per quale ragione solo a uno dei difensori dell’Ente veniva affidato l’incarico nonostante lo avesse accettato con riserva relativamente ai compensi pattuiti;
4) quanto assegnato con le deliberazioni di giunta nn. 101 e 103 del 2015 al difensore dell’Ente potrebbe costituire un precedente che a sua volta potrebbe essere seguito anche da tutti gli altri difensori con notevole aggravio di spesa per le casse comunali.
La sottoscritta chiede di ricevere risposta scritta entro i termini prescritti e che la presente interrogazione venga discussa nel primo consiglio comunale.
Cons. Com. Dott.ssa Ilaria Saracino 

comunicato stampa e interrogazione della cons. com. dott.ssa Ilaria Saracino di Lizzano in merito a deliberazioni di giunta su rinegoziazioni parcelle liquidate agli avvocati con particolare attenzione a due delibere nn 101 e 103 del 15/5/2015.

Dalle deliberazioni di giunta nn 101 e 103 del  15/05/2015 con oggetto Rinegoziazione compenso professionale, pubblicate nella sezione Albo Pretorio del sito internet del Comune di Lizzano, si evince con estrema chiarezza che le parcelle erogate ai legali difensori del Comune di Lizzano sono superiori al compenso lordo di € 1.258,40 ( comprensivo di accessori come per legge ) pattuito e concordato al momento dell’affidamento dell’incarico. In entrambe le deliberazioni si stabilisce che il compenso liquidato,  in una è di € 3.125,76 e nell’altra è di € 8.611,63 invece che essere di € 1.258,40 come già sopra menzionato.
La consigliera comunale  di minoranza Dott.ssa Ilaria Saracino del Gruppo Sinistra Unita di Lizzano ha così presentato a Sindaco e Giunta Comunale una interrogazione con la quale chiede spiegazioni e chiarimenti in merito al comportamento difforme dell’amministrazione in quanto favorevole solo a un difensore  rispetto a tutti gli altri. E’ incomprensibile difatti il trattamento economico discriminatori nei confronti della professionalità degli altri difensori dell’Ente.
Si allega il testo integrale dell’interrogazione .

La sottoscritta ribadisce che se l’Amministrazione comunale di Lizzano intende ridurre le spese del contenzioso è necessario dunque  evitare l’insorgere delle controversie, anche attraverso la costituzione di  un ufficio legale adeguato per  transigerle prima dell’inizio delle cause.



venerdì 1 maggio 2015


Quello del 2015 è un Primo Maggio amaro per i lavoratori di questo paese.
Così come accade da molti anni, c’è poco da festeggiare. Quest’anno in particolar modo il governo Renzi ha voluto mettere anche formalmente la pietra tombale sullo statuto dei lavoratori con la legge in materia di lavoro, il così detto Jobs Act. E così quello che ci aspetta sono: licenziamenti collettivi, licenziamenti oggettivi (che altro non sono se non i licenziamenti discriminatori, sotto mentite spoglie), nessuna possibilità di reintegro per chi è licenziato senza giusta causa, la videosorveglianza, la reintroduzione del caporalato, insomma un arretramento delle condizioni di lavoro a prima degli anni ’70. Una condizione che difficilmente si sarebbe aspettato chi ha, in buona fede, votato il programma di Bersani in coalizione con Sel ed oggi si trova Renzi al governo con Alfano, che attua un programma di stampo reazionario e anti democratico, tanto da porre la fiducia su una legge elettorale che farebbe impallidire Acerbo, per spudorata iniquità e violazione dei principi costituzionali. Se, dunque, il Primo Maggio è così amaro per i lavoratori, è ovvio che esso dovrà essere per i comunisti motivo di trasformarlo di nuovo in una giornata militante, da troppo tempo, infatti, alla celebrazione non si unisce più la lotta.
PCdI Nazionale